STORIA

IL CSI

Il Centro Sportivo Italiano è la più antica associazione polisportiva attiva in Italia.
Nel 2014 ricorre il settantesimo anniversario dalla fondazione, che risale al 1944, su iniziativa della Gioventù Italiana di Azione Cattolica.
Idealmente si voleva proseguire l’esperienza della FASCI (Federazione delle Associazioni Sportive Cattoliche Italiane), creata nel 1906 dall’Azione Cattolica Italiana e sciolta nel 1927 dal regime fascista.
Oltre un secolo di storia, durante il quale la pratica sportiva si è trasformata da fenomeno di èlite a fenomeno di massa.
In tutti questi anni un impegno costante, una ragione di fondo semplice quanto delicatamente gravosa: sostenere uno sport che vada incontro all’uomo.

LA FONDAZIONE

Il 5 gennaio 1944, la Direzione generale dell’Azione Cattolica approvava l’iniziativa del prof. Luigi Gedda, di intraprendere la costituzione di un organismo specializzato per lo sport, con la denominazione di “Centro Sportivo Italiano”. Pur dichiarandosi quale prosecuzione ideale della FASCI, la stessa nuova denominazione, nei confronti della precedente, voleva indicare una precisa apertura apostolica verso tutta la gioventù italiana e non più limitarsi alle sole associazioni sportive cattoliche. Nella primavera una apposita commissione, installata dalla Presidenza centrale dell’Azione Cattolica, redige una bozza di statuto e di regolamento organico. Nell’autunno del 1944 viene approvato il primo Statuto del CSI, che pone a fondamento dell’azione associativa il fine di “sviluppare le attività sportive ed agonistiche guardando ad esse con spirito cristiano, e cioè come ad un valido mezzo di salvaguardia morale e di perfezionamento psicofisico dell’individuo”: questo sport dalla forte valenza educativa va esteso al “maggior numero possibile di individui”. È il principio cardine dell’Associazione: il CSI è promosso da cristiani, ma è aperto a tutti e collabora con quanti si impegnano per uno sport a servizio dell’uomo.

LA NUOVA ASSOCIAZIONE

La nuova associazione, che muove i primi passi in un’Italia ancora divisa in due, afferma nella nascente Italia democratica il diritto dei cittadini ad associarsi liberamente per praticare un’attività sportiva. In un Paese interamente da ricostruire, dove anche gli impianti sportivi mostrano i segni della guerra appena terminata, lo sport del CSI si forma inizialmente all’ombra dei campanili: le sue Società sportive si coagulano attorno agli Uffici Sportivi Diocesani e sono espressione, per la maggior parte, di Parrocchie e Istituti religiosi.

IL CSI A REGGIO EMILIA

La prima notizia della costituzione a Reggio del CSI si trova in un breve trafiletto che appare su «Reggio Democratica» del 24 giugno 1945. Nel­la comunicazione si legge tra l’altro, con riferimento a chi intende fare parte del nuovo Orga­nismo.

I requisiti richiesti sono una condotta morale irreprensibile e l’impegno di difendere nello sport un mezzo per l’espressione completa della personalità fisica e spirituale del giovane.

Pochi giorni dopo vengono affissi in città ele­ganti manifesti che rivolgono agli sportivi reg­giani l’invito del CSI a partecipare ad una riu­nione nel corso della quale verrà illustrata l’attività che l’Organizzazione intende svolgere. La riunione ha luogo sabato 30 giugno, alle ore 18.30, nella meno capiente delle due palestre di Via Guasco: sono presenti, in buon numero, atleti – particolarmente delle discipline del calcio, della pallacanestro e della scherma – e dirigenti sportivi. E da quel pomeriggio afoso, l’attività del Comitato prende il via. 

 

Dal 24/10/2022 il Comitato Territoriale C.S.I. di Reggio Emilia è iscritto, nella sezione delle Associazioni di Promozione Sociale, al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore.

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