GIUSEPPE TONDELLI: Lo Sport è… un Bene Educativo!

La serata associativa

Da istruttori a dirigenti sportivi, passando per insegnanti di sostegno e operatori per la disabilità. Lunedì 2 marzo, la platea che ha accolto il Formatore e Collaboratore CSI di una vita Giuseppe Tondelli non poteva essere più eterogenea.

Eppure, quello che poteva sembrare un limite all’attività formativa di Tondelli, si è rivelata una vera e propria risorsa, regalando ai presenti quel tocco di trasversalità che è ciò che rende speciali i momenti associativi, avvalorando l’esperienza personale e specifica di ognuno senza mai perdere di vista il quadro generale dello sport come “valore educativo”.

Le tematiche

Partendo da una rete da pesca appesa alla lavagna volta a simboleggiare la complessità della rete educativa in cui ciascuno di noi si colloca, la serata ha preso il via e i corsisti hanno avuto modo di lavorare e ragionare attivamente su alcuni concetti di base legati al proprio percorso.

Dal famoso brano di Laura Pausini “Il Coraggio di Andare”, Tondelli ha chiesto ai presenti di estrapolare alcune frasi chiave: “ripartire”, “continuare”, “rialzarsi”, “lasciare traccia”, queste le parole che più hanno fatto breccia nei cuori dei partecipanti; tutti concetti che, secondo il relatore, devono essere alla base dello spirito di ogni educatore.

Dalla musica all’epica, si è poi passati ad analizzare un’immagine mitologica dell’eroe Enea in fuga dalla città incendiata di Troia, con in spalla il vecchio padre Anchise e per mano il figlioletto Ascanio. In questa fase della serata, i partecipanti sono stati invitati a leggere tra le righe della figura, identificando le allegorie più evidenti per trasportare il tutto in ambito sportivo. Ciò che è emerso, è l’importanza della tradizione e delle radici, personificate dal padre; la forza del sacrificio, della responsabilità e del ruolo educativo dirompente, rappresentati da Enea stesso; la fragilità di un futuro prospero, positivo, ricco di fiducia, come gli occhi del bambino; il valore della rinascita, del cambiamento, del saper variare sempre prospettiva.

Prima di una breve pausa snack, i partecipanti sono stati messi davanti ad una serie di metafore spazio-temporali tra cui scegliere per rappresentare la propria realtà sportiva/educativa. Queste “visioni” sono state poi esposte dai singoli corsisti e commentate dal relatore, in un dialogo botta e risposta incalzante.

L’ultima attività in programma ha visto la creazione di piccoli gruppi di lavoro a cui è stata affidata una problematica (“sindrome”) da dover risolvere con azioni concrete. In questa fase, si è parlato di abbandono precoce dell’attività sportiva, di mancanza di volontari, di calo dei numeri nelle società sportive, di problemi finanziari; tutte tematiche, in definitiva, attuali e concrete. Tra le possibili risoluzioni è stata spesso menzionata la parola “comunicazione”, insieme ai concetti di “dialogo”, “trasparenza”, “empatia”.

Giuseppe ha poi salutato i corsisti con un piccolo regalo: un germoglio di speranza, per ricordare a tutti i presenti di continuare sempre a “seminare e camminare”.